Ciao mi chiamo Jacopo! Sono un UX/UI Designer e Front End Developer. Sul mio sito troverai articoli sullo sviluppo Front End

Le ricerche utente possiamo differenziarle per gradi di complessità, dall’utente che deve fare una ricerca semplice per trovare un ristorante di pesce in centro città, ad uno studente di medicina che sta cercando informazioni su procedure delicate per la cura di pazienti malati.

Le interfacce utente generiche come i motori di ricerca odierni devono tenera da conto della diversità nelle esigenze degli utenti e devono essere quindi accessibili a tutti i livelli e contesti di ricerca utente.

Ricerca esplorativa VS Consultazione informazioni

La ricerca attraverso interfacce differenti possono dipendere dal contesto di utilizzo della ricerca, dal dominio di appartenenza di chi cerca l’informazione e anche dal tipo di task richiesto e dal tempo che si può investire nella ricerca.

I motori di ricerca con cui ci troviamo a che fare oggi per la consultazione di documenti online sono molto generiche e permettono di effettuare una ricerca a tutto campo, ma prendiamo ad esempio un’interfaccia per la ricerca di cartelle di pazienti all’interno di una intranet di un polo ospedaliero, essa dovrà essere organizzate in maniera tale che un medico o il personale preposto all’uso riesca a interagire al meglio con il motore di ricerca interno e riuscire ad effettuare delle queries efficienti.

Marchionini fa una distinzione tra Information lookup e explorary search. Dove per lookup si intendono task che richiedono una risposta ad una domanda, le quali vengono soddisfatte attraverso porzioni di informazioni discrete come ad esempio date, numeri, nomi etc.. Ad esempio le interfacce per le ricerche web odierne e le basi di dati di cui disponiamo sopperiscono al meglio questo tipo di richieste.

Mentre per quanto riguarda l’aspetto i exploratory search, le informazioni coinvolte per i task richiedono magari molto più di una semplice risposta, ma richiedono una comparazione di più fonti per poter creare un nuovo oggetto informativo e sintetizzando il contenuto per poter creare una comprensione globale.

Questo tipo di ricerca richiede infatti agenti eterogenei e informazioni che potrebbero non appartenere alla stessa classe, ma che combinate assieme servono a creare un’informazione nuova su un aspetto ancora non investigato in precedenza.

Inoltre questo tipo di informazione è la più complessa e richiede molto tempo per poter essere affinata secondo le esigenze dell’utente, oppure secondo un piano di business per un’azienda richiedente.

Si pensi infatti al mercato moderno e ai fugaci andamenti repentini della borsa, creare un’informazione di dominio complesso richiede una ricerca in campi eterogenei, facciamo un esempio;

“la Ulter è un’azienda che produce materiale tessile nella bassa milanese. Negli ultimi due mesi l’andamento dell’azienda è in calo e non si capisce come mai il fatturato del mercato tessile sia in ribasso anche se ogni anno le richieste rimangono le stesse dei clienti rimangono le stesse. Sarà compito quindi dell’analista di dati creare una base per una ricerca a tutto campo sulle possibile cause che stanno portando la Ulter ad aver profitti minori rispetto agli anni passati. Ad esempio potrebbe essere l’improvviso calo negli acquisti dovuto ad una contrazione di mercato, oppure al costo maggiore nell’importare le materie prime dalla Cina.”

Questo tipo di ricerca va oltre la semplice ricerca su Google di un utente standard e richiede quindi un’esplorazione di ricerca su grandi quantità di dati proveniente da tutto ciò che gira intorno all’azienda al fine di trovare una risposta e creare un nuovo senso alla domanda “perché siamo in calo”.

Un modello classico di ricerca è dato dal modello descritto da Sutcliffe ed Ennis con la formulazione di un ciclo suddiviso in quattro attività principali:

1. Identificazione del problema
2. Articolazione della necessità informativa
3. Formulazione della richiesta
4. Valutazione dei risultati

Questo tipo di processo però assume il fatto che la ricerca dell’utente sia statica e che l’informazione ricercata venga processata una sola volta con un successivo incremento della rilevanza della documentazione offerta.

Tuttavia i modelli recenti mostrano come invece il processo di ricerca sia dinamico e i documenti e le ricerche vengono affinati con il passare del tempo secondo le richieste e le esigenze dell’utente.

Non tutte le ricerche incominciano inserendo delle parole chiave all’interno di un box di ricerca. Molti siti web e motori di ricerca permettono di avere un punto di partenza in maniera tale da avere una base avanzata di ricerca per strutture già consolidate.


Ad esempio nel caso in cui volessimo fare una ricerca all’interno di uno store per la compra vendita dell’usato di strumenti musicali, saremmo molto più interessati a partire da una ricerca basata sullo strumento di nostro interesse e sulla vicinanza del venditore.

In questo caso la semplice ricerca potrebbe risultare insoddisfacente per le esigenze dell’utente, ed è per questo che vengono implementate funzionalità avanzate che permettono di affinare la base per la strutturazione della ricerca.


Navigation e browsing, sono termini usati molto spesso in maniera intercambiabile per riferirsi alla strategia in cui chi cerca guarda alla struttura dell’informazione, si muove tra le varie viste dell’informazione disponibile, facendo una sequenza di operazioni che coinvolgono lo scansionare e il selezionare gli elementi di interesse.

Interfacce di navigazione al giorno d’oggi

Poiché il processo di ricerca non è unidirezionale ma si può definire come un processo ciclico con più iterazioni, l’utente impara ad affinare la propria ricerca e apprende le informazioni relative al suo topic d’interesse.


Questa sezione descrive le interfacce per la ricerca utente, le loro componenti fondamentali e come esse si siano evolute per poter livellare le difficoltà nella ricerca per l’utente.

Chi non è più tanto giovane si ricorderà i tempi in cui si utilizzava l’elenco telefonico per reperire un contatto, ma oramai con l’avvento del web e delle nuove tecnologie web, l’accesso a determinate informazioni è reso disponibile online bypassando il vecchio mezzo cartaceo.

Con il passare del tempo l’evoluzione web ci ha portato dall’avere portali con inserimento di link ipertestuali da parte del gestore, a motori di ricerca su ampia gamma di documentazione.

Questo è avvenuto poiché la crescita esponenziale di documenti online non permetteva una buona catalogazione delle risorse, ed è per questo che si è passati velocemente dalla modalità di catalogazione dei portali (come era yahoo.com) ai moderni motori di ricerca.

Quando l’utente ha selezionato un punto di partenza per la ricerca, solitamente a che fare con un search entry form con una selezione di link attraverso una directory.

Al giorno d’oggi però i moderni motori di ricerca propongono anche altre modalità oltre il semplice testo: abbiamo la ricerca per immagini, oppure una modalità di inserimento denominata speech to text (ad esempio Siri di Apple o Cortana).

In uno scenario tipico nei contesti di ricerca odierni è dato dall’inserimento di poche parole che formano delle richieste. Le parole composte solitamente vengono scomposte sotto forma di frasi brevi e quali possono anche coprire topic differenti.

Questo comportamento della ricerca e nella formulazione delle richieste combacia con il comportamento degli utenti e dei loro desideri informativi, anziché utilizzare la ricerca attraverso dei link rilevanti proposti da un portale, l’utente preferisce creare delle parole chiave e poi decretare quale sia il miglior documento rilevato.

Attorno al 1997 Google ma se primi passi verso quello che noi oggi pensiamo sia motori di ricerca, essi consentivano di collegare le richieste fatte dagli utenti (ad esempio “pane”), pagine attinenti soprattutto contenenti con la parola stessa.

Inoltre grazie all’algoritmo di Page Rank, sono riuscite inserire una sorta di prossimità dei termini cercati ( come un sinonimo) e l’importanza della pagina attraverso dei punteggi o pesi.

Questo grande miglioramento nella ricerca ha dato importanza a molte query, ad esempio quelle dedicate alla navigazione; se l’utente forma una query come “Toyota”, risale alla home page dell’azienda Toyota anziché arrivare ad una pagina contentissimi termini Toyota.

Questo standard è stato quello adottato ed è diventato la norma per tutti i motori di ricerca. Con il crescere delle informazioni presenti in rete, gli utenti che volevano affinare le proprie ricerche si sono accorti che porre delle queries lunghe come frasi era molto più produttivo rilevante nei risultati.


Per quanto riguarda invece la rappresentazione dei risultati della ricerca, siamo arrivati allo standard attuale denominato SERP (Searh Engine Results Page). In questo risultato troviamo un estratto o porzione di testo presente all’interno di diversi documenti proposti.

Il testo estratto dalla pagina e proposto nel risultato del motore di ricerca può essere anche denominato SNIPPED, in molti casi questi riassunti dei testi presentano al loro interno le queries ricercata dall’utente, oppure in altri casi vengono visualizzati dei metadati il posto del testo standard.

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