Gmail non “leggerà” più i nostri messaggi di posta per fini pubblicitari

Gmail non “leggerà” più i nostri messaggi di posta per fini pubblicitari

Il grande successo del servizio Gmail, ai suoi albori, era proprio il meccanismo automatico con il quale il sistema “leggeva” le nostre email ed estrapolava parole chiave al fine di profilare l’utente con pubblicità mirate.

Google ha annunciato però che non monitorerà più i contenuti dei nostri messaggi di posta elettronica. La decisione, spiegano da Mountain View, serve per allineare la versione gratuita del servizio di posta elettronica con quella dedicata alle aziende che già non prevede questo tipo di targetizzazione.

Oggetto di critiche aspre da parte di associazione a tutela della privacy, il servizio poteva già essere disabilitato da questa pagina. Al momento non sono ancora chiare le tempistiche con le quali verrà effettuato questo “switch”, per ora dal comunicato di Diane Green (SVP di Google Cloud) si legge entro quest’anno:

“G Suite’s Gmail is already not used as input for ads personalization, and Google has decided to follow suit later this year in our free consumer Gmail service. Consumer Gmail content will not be used or scanned for any ads personalization after this change. This decision brings Gmail ads in line with how we personalize ads for other Google products. Ads shown are based on users’ settings. Users can change those settings at any time, including disabling ads personalization. G Suite will continue to be ad free”

I servizi di scansione delle email invece per la sicurezza, continueranno per entrambe le tipologie di servizio.

Gmail ad oggi ha accumulato dei numeri da capogiro:
– Utilizzato da oltre 1,2 miliardi di persone in tutto il mondo
– G Suite (la versione business per aziende) è invece utilizzato da oltre 3 milioni di clienti

La notizia ha scosso il mondo del web, anche se gli scettici rimangono perplessi sul fatto che esistano già molti altri sistemi utilizzati da Google per monitorare gli interessi degli utenti.

Clicca qui per leggere il comunicato ufficiale sul blog di Google.

Designed by Freepik